L'orso bianco
d'inverno al Polo
non ha molto da fare:
nella tana sbadiglia
lecca una triglia
succhia un ghiacciolo
al gusto di merluzzo
per fare movimento
una volta al mese
rincorre un esquimese
poi nella tormenta
ritrova la strada di casa
e stanco si riaddormenta
Pesce rosso, amico paziente
che guardi, guardi e non dici niente.
Cosa pensa al buio la civetta
roteando gli occhi intorno?
Al mondo che dorme fa la vedetta
fino a quando viene il giorno.
Uscito dal suo buco
si bruca un bruco
una foglia di sambuco.
La vispa Claretta
avea tra l'erbetta
una vespa sorpresa
che andava di fretta.
Per le ali la prese
per puro dispetto.
La punse l'insetto.
lei pianse a dirotto
lasciando la presa
di colpo, di botto.
Nel sole pomeridiano
sulla strada sgombra
solo un gatto soriano
che graffia la sua ombra.
Labile come un pensiero da nulla
la libellula svola, frulla
s'annulla nell'ombra della betulla,
è un lampo d'iride, poi più nulla.
Al pavone pare molto fico
fare la ruota per stupire
quasi quasi non glielo dico
che gli si vede il sedere
Vedi il grosso bull-dog
che ci guarda guardarlo?
Per lui siamo due hot-dog
e lui sta per mangiarli!
Calmo calmo
il camaleonte
si spalma sullo sfondo
delle fronde.
Ti guarda di fronte
ti vede di lato
senza rumore
cambia colore:
dov'è andato?
Stamattina
si stufano
i tafani
se stanno
nella stalla
sprangata
e i buoi
sono scappati.
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
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Il tapiro che corre sul tapis-roulante
si stanca - tapino!- dopo un istante.
In fondo alla tazzina
una formichina
dopo il caffè
si accende senza fretta
una sigaretta.
Come piace a me.
In mezzo al gregge
quando fa sera
una pecora nera
fa quattro scoregge.
Le pecore bianche
dandosi arie, ma tante!,
la tengono distante.
Abbattuto da un batterio
me ne sto stremato e serio.
La balenottera azzurra
la bestia più grande che ci sia
è la passione che mette le ali
al suo cuore da cinque quintali.
Chi lo sa quali parole sussurra
al suo amore seguendone la scia.
Stelle marine, fiori del firmamento
d'acqua che sta nel profondo blu!
Non sentite nostalgia, per un momento,
del grande cielo stellato di lassù?
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Renzo Mosca, ottobre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
La pantegana è un tipo di topo
che se pianta una grana lo scopri dopo.
Muggisce
d'umore cupo
il bue muschiato
e litiga coi buoi.
Rimugina di poi
sul latte versato.
Se svegli un leone che dorme
diventi un boccone, magari enorme.
Lo squalo annoiato
che nuota nell'acquarium
ogni tanto inghiotte
una pastiglia di valium.
Certe formiche, non par vero,
sono rosse, altre sul nero.
Che fa la pantera
nera che passa leggera
nella brughiera
tra l'erica e l'edera
sul far della sera?
La rondine nel turbine
ripara sotto il tetto
con un volo leggero.
Io fuggo la grandine
sotto l'arco d'un portone
ma non fa lo stesso effetto.
Nel mezzo del cammin della sua vita
il verme si era allungato di due dita.
Meglio un giaciglio
di pelo di coniglio
che un pagliericcio
di pelle di riccio.
Osserva come la gru
solleva pesi laggiù.
Guarda la gru
che vola lassù.
Con mani leste il prestigiatore
fa sparire una tortore, a malincuore.
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Renzo Mosca, giugno 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
La falena di Fanfulla
con un nulla si trastulla.
Sopra una pianta i corvi
gracchiano al vento.
“Avrei domande da porvi
se tacete un momento!”
Ho visto un gheppio in volo su Gubbio
Lanciare in basso uno sguardo un po’dubbio.
In cima all’Amiata
la marmotta educata
in mucchietti separati
fa la raccolta differenziata.
Nel sole pomeridiano
sulla strada sgombra
solo un gatto soriana
che graffia la sua ombra.
A Bologna in Piazza Grande
un bassotto sta in mutande.
Se rinfresca, verso sera,
si presenta in canottiera.
Renzo Mosca, novembre 2010
© Proprietà letteraria riservata. E’ consentito l’uso didattico
Cala la bruma
sopra il calabrone
solo si ode adesso
il suo ronzio perplesso.
Dentro il lago di Garda
si annoia una sarda
sbadiglia e ti guarda
a pelo dell’acqua
con espressione vacua.
Nella palude in un’ansa spenta
stanca una tinca nuota lenta.
Una renna va a remengo
tra l’erica e il maggese
se la incontro mi trattengo
a stento, ma è una bella impresa.
Carlo il tarlo
quando gli parlo
risponde con un urlo.
Gli dico di non farlo.
Lo stercorario di Sant’Ilario
sulla terra arranca piano
spingendo a tutto spiano
la sua palla di guano.
Chi gli darà una mano?