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Inverno

Cose che si vedono d’inverno in città

Nelle pozzanghere gelate slittano i bambini

lasciando le scie dei loro scarponcini.

I passanti girano alla larga dalle fontane mute e ghiacciate.

Sui rami spogli e sull'asfalto le ultime foglie intirizzite.

Gli scrosci di pioggia brevi e violenti, le strade allagate

i fari delle macchine accesi di giorno, fumano i tombini

Le folate di vento improvvise che si portano confezioni

vuote di merendine e i volantini del circo Darix Togni.

Nei giardini le piante di cachi con gli ultimi frutti d'oro

tondi e colorati come palle dell'albero di Natale e i merli neri

che li beccano volando di ramo in ramo e litigando fra loro.

Cespi di crisantemi congelati, macchie di colore amaranto,

il vischio dai frutti come perline, senti il profumo del calicanto.

Lungo i marciapiedi grigi le file di cubi colorati dei cassonetti

per la raccolta differenziata. Le macchine parcheggiate la mattina

e i segnali stradali, sotto strati di ghiaccio e di brina,

sulle siepi spartitraffico le bacche rosse delle rose canine

Contro il cielo azzurro o grigio le ciminiere alte dei bruciatori,

bianche e rosse che liberano le nuvole candide dei vapori.

I tramonti rossi con il sole grande e le nuvole viola e arancione

e di notte, all'improvviso, nel freddo più intenso che ci sia

la luna e le stelle che palpitano nel buio come per magia.

 

Finisce Carnevale

E' finito Carnevale

ci si resta un poco male

addio maschere e frittelle

e le altre cose belle

alla fine che ci resta

quando termina la festa?

Un vestito di Arlecchino

dei coriandoli negli angoli

poche maschere ammaccate

le trombette abbandonate

salutiam con un inchino

con sospiri e con pazienza

e facciamo penitenza.

 

Febbraio

Febbraio mese breve

che si nasconde nella neve

che passa corto e lieve

stretto tra Marzo e Gennaio

ci sta comodo e gaio

senza invidia alcuna

per chi ha più giorni

- addirittura trentuno! –

Febbraio gelido e ventoso

che non ama il riposo

perdere il suo poco tempo

col procedere lento.

Messo il costume di Arlecchino

si dipinge la faccia

mangia una frittella, una focaccia

fa una boccaccia, uno scherzo birichino

e s'allontana con un bacio e un inchino.

 

Piove

Piove a catinelle dopo tanto tempo

Piove a dirotto e il giardino è contento

Piove che dio la manda mi bagno la testa

Piove fitto fitto e beve la foresta

Piove da annegare e nuoto per le strade

Piove da non credere forse il cielo cade!

Piove governo ladro e la terra si pulisce

Piove a barili qualcuno starnutisce

Piove da sei giorni io ho i piedi a mollo

Piove da far paura e sono solo al mondo

Piove dappertutto e non ho l'ombrello

Piove azzurro e argento e il mondo è più bello

Piove sul bagnato tanto peggio per me

Piove da diluvio mi serve l'arca di Noè.

 

Racconto di Natale

Erano loro due
l'asinello e il bue
gli unici restati
alla vigilia della festa
e non erano invitati.
Scuotono la testa
il bue e l'asinello
e guardano il bambinello
disteso nella paglia.
E l'asinello raglia,
il bue muggisce
circondati di luce.
Ride Gesù, felice,
e allora si capisce
che qualcosa di bello
è successo davvero.
Il bue e l'asinello
dormono contenti.
Nel cielo la stella
guida i Magi viandanti.
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
 

Calendario

Gennaio infreddolito
lo sfiori, ti gela il dito

Febbraio troppo sbadato
tre giorni chissà dove ha lasciato

Marzo pioggia, vento e sole
volano petali, gemme e parole

Aprile basta dormire
lascia i libri e scendi in cortile

Maggio magliette leggere
come sono lunghe le sere!

Giugno un amico da salutare
un treno che parte per il mare

Luglio in piscina sotto l'ombrellone
un cono gelato al gusto di limone

Agosto conta le stelle, il naso all'insù
fortuna a chi ne ha viste di più

Settembre andiamo, è tempo di tornare
dal lago, dai monti, dal mare

Ottobre sembrava ieri l'estate
cari amici, cosa mi raccontate?

Novembre sul davanzale solo i passeri lievi
la sera cade presto, i giorni sono brevi

Dicembre ormai quest'anno è vecchio
tanti saluti e buonanotte al secchio
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
 

Brrr!!! Oggi mi sento

tutto gelidoso

ho il naso giacciolante

la schiena brividante

le orecchie fredditose

le mani artritose

il collo brineggioso

l’alito nuvolevole

l’occhio febbritevole

la testa influenzosa

il petto costipevole

il piede scivolevole.


Renzo Mosca, gennaio 2011
© Proprietà letteraria riservata. E’ consentito l’uso didattico
 

La famiglia del freddo

Scivola la nebbia  sui tetti del paese

con zampe leggere di micio siamese

ed i lampioni sono i suoi occhi gialli


Cade la neve con rumore di coriandoli

il passero zampetta sparpagliandoli

vola nell’aria come i fiori dei mandorli


Come una trina leggera stamattina

ha coperto i campi e le siepi la brina

e tutto è ricamato di una seta fina


E’ venuto all’improvviso stanotte il gelo

come una coperta di ghiaccio dal cielo

e tutto copre come un azzurro livido velo.

Renzo Mosca, gennaio 2011
© Proprietà letteraria riservata. E’ consentito l’uso didattico
 

Poesia d'inverno

Fuori è inverno. I versi

che scrivo oggi sono diversi,

tremano come passeri

intirizziti e dispersi

sul prato innevato

del foglio immacolato.

Le vocali ghiacciate

giacciono a terra smorte,

senza eco nel vuoto ghiacciato.

Le consonanti resto mute,

irte, tristi e contorte.


Renzo Mosca, gennaio 2011
© Proprietà letteraria riservata. E’ consentito l’uso didattico
 

Neve

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Sui tetti coibentati

sulle parabole satellitari

sui centri commerciali

sui semafori bloccati

sugli svincoli intasati

sugli incroci trafficati

sui vigili stressati

cade la neve.


Sui cortili ormai svuotati

delle scuole elementari

sui camini e i davanzali

sui marciapiedi scivolosi

sui parcheggi difficoltosi

sui passanti frettolosi

sopra i tombini fumosi

discende lieve.


Sui manifesti sbiaditi

sull’intrico dei binari

delle zone industriali

sul caos delle tangenziali

sui cassonetti strapieni

delle raccolte differenziate

sulle rotonde e i terrapieni

sull’erba delle scarpate

si scioglie in breve.

Letargo


Dorme la serpe

nel suo letto d’erbe.

Dorme il ghiro

sento il suo respiro.

Riposa la talpa

avvolta nella felpa.

Sonnecchia l’orso

tra un sorso e un morso.

Russa la tartaruga

in fondo alla sua buca.

Beato il porcospino

russa nel suo lettino.

Dormono le marmotte

la loro lunga notte.

Il bruco e lo scarafaggio

si sveglieranno a maggio.

Le formiche nei letti a schiera

sognano la primavera.

Le api nell’alveare

sognano di volare.

Solo il passero sul tuo balcone

saltella e becca una briciola di pane.


Renzo Mosca, novembre 2010
© Proprietà letteraria riservata. E’ consentito l’uso didattico
 

Inverno

-Vecchio inverno grigio e bianco

cosa porti nel tu sacco

mentre arrivi e sembri stanco?

-Freddo e bianche nevicate

e pozzanghere gelate.

I vestiti più pesanti,

nasi rossi e gocciolanti.

Le vacanze di Natale

Capodanno e Carnevale,

balli e grandi mascherate

e frittelle prelibate

qualche corvo infreddolito

e ghiaccioli grossi un dito.