Laboratori di scrittura poetica per la scuola secondaria. Classi prime.
Terzo laboratorio
Introduzione
“ E lasciatemi divertire!”
Scrivere una poesia non è uno scherzo! E vero, ma non sempre…
Noi forse pensiamo che i poeti siano persone malinconiche, pensose e pure un poco noiose. Qualche volta è così, ma vi assicuro che i poeti sono spesso dei mattacchioni che amano scherzare, soprattutto con le parole. Un esempio?
Aldo Palazzeschi: “ Lasciatemi divertire”
Tri tri tri,
fru fru fru,
uhi uhi uhi,
ihu ihu ihu…
..Cucù rurù
rurù cucù
cuccucuccuruccù…
Cosa sono queste indecenze?
Queste strofe bisbetiche?
Licenze, licenze
licenze poetiche…
…Farafarafarafa
Tarataratarata
Paraparaparapa
Laralaralarala!
Sapete cosa sono?
Sono robe avanzate,
non sono grullerie
sono la… spazzatura
delle altre poesie…
…E lasciatemi divertire!
Ragazzi, cosa ne pensate di questa poesia? Sembra uno scherzo, vero? Giusto, è uno scherzo poetico, come lo sono le filastrocche, le ninne-nanne, le conte, le cantilene, le formule magiche, insomma le poesie della nostra prima età. Poeti famosi hanno creato poesie scherzando con le parole. Possiamo farlo anche noi.
Come un fiume sotterraneo
In che modo? Giocando con le parole e mostrando ai ragazzi che la poesia nasce nei contesti e nei modi più imprevedibili, persino scegliendo le parole a caso, come in questo laboratorio poetico.
Perché la poesia è fatta così, sbuca fuori dove meno te l’aspetti, tu mescoli parole, giochi a dadi con le lettere, fai una macedonia di frasi fatte, un frullato di espressioni banali, metti accanto preposizioni e avverbi e, miracolo!, nasce una poesia. Capiremo così che la poesia ha una sua vita segreta e sotterranea, come un fiume che scompare inghiottito dalla terra e riaffiora all’improvviso, tumultuoso e pieno di suggestione e di forza.
1 Spieghiamo ai ragazzi che tutti possiamo scrivere poesie, così come disegniamo o cantiamo, danziamo o suoniamo uno strumento, seppure semplice come il flauto dolce. L’importante è provare a esprimersi in tanti modi diversi. Come per tutte le attività, anche per scrivere poesie bisogna esercitarsi e il modo migliore di farlo è “copiare” il mestiere dei poeti. È un buon modo per cominciare.
2 Come procedere? Seguiamo i suggerimenti di Tristan Tzara, che in questa poesia ci spiega come procedere per realizzare una poesia dadaista. Consegniamo a ogni bambino una fotocopia della poesia.
PER FARE UNA POESIA DADAISTA
Prendete un giornale.
Prendete le forbici.
Scegliete nel giornale un articolo della
lunghezza che desiderate per la vostra poesia.
Ritagliate l’articolo.
Ritagliate poi accuratamente ognuna delle
parole che compongono l’articolo
e mettetelo in un sacco.
Agitate delicatamente.
Tirate poi fuori un ritaglio dopo l’altro
disponendoli nell’ordine in cui sono usciti
dal sacco.
Copiate scrupolosamente.
La poesia vi somiglierà.
Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente
originale e di sensibilità squisita, benché
incompresa dalla gente.
Tristan Tzara
3 Invitiamo i ragazzi a giocare a fare una poesia dadaista seguendo le istruzioni contenute nella poesia di Tzara. Forniamo loro il testo seguente, su cui lavorare.
MATTINO DI MAGGIO
A poco a poco le stelle si spengono nella luce del giorno, il sole luminoso sale, piccole nuvole volano alte nella luce rosa e azzurra sopra i monti oscuri. Poi il sole alza il suo capo abbagliante sopra la montagna e avanza maestoso, e tutto il cielo si riempie del suo splendore.
4 Ciascun bambino ritaglia le parole a una a una, lasciando gli articoli con i nomi ai quali si riferiscono. Poi inserisce i ritagli in un sacchetto e agita bene affinché si mescolino.
5 A questo punto ognuno estrae dal sacchetto le parole ritagliate e le dispone sul banco nell’ordine in cui escono. Raccomandiamo ai ragazzi di non preoccuparsi se a prima vista manca un senso o se sembra assurdo. Ecco un esempio di parole messe a caso, tratte dal brano, e ricopiate così come sono uscite:
POESIA DADAISTA/1
La montagna avanza abbagliante nuvole volano sopra le stelle si spengono a poco oscuri il sole e tutto il cielo nella splendore i monti sopra alte e poi giorno il sole del suo capo si riempie sale rosa a poco e azzurra luce del luminoso nella luce alza maestoso il suo
6 Eseguiamo un piccolo aggiustamento, eliminando le parti sottolineate, e ricordiamo agli alunni di mettere le parole in versi, decidendone la lunghezza. A questo punto possiamo decidere se dare al brano un titolo nuovo o se conservare quello originale.
LUCE
la montagna avanza abbagliante
nuvole volano sopra
le stelle si spengono a poco
oscuri il sole e tutto il cielo
splendore i monti sopra
poi il giorno
il sole si riempie sale rosa a poco
luce nella luce
maestoso
7 Conclusa la poesia dadaista, vediamo quante immagini poetiche, siamo riusciti a creare: ogni bambino deve evidenziare le immagini più significative che ha creato per caso e le eventuali rime o ripetizioni di suoni che sono nate per gioco. Visto quante belle immagini poetiche? Abbiamo costruito una vera poesia!
8 I ragazzi ricopiano le loro produzioni, accanto alla poesia di Tristan Tzara, nell’“Antologia delle poesie”, costruita utilizzando un quadernone, diviso in due parti:
Proviamo con un altro brano, tratto dal famoso libro di Ernest Hemingway “ Il vecchio e il mare”
Il vecchio pescatore
Il vecchio era magro e scarno e aveva rughe profonde sul viso. le mani avevano cicatrici profonde, antiche come erosioni di un deserto. tutto in lui era vecchio tranne gli occhi che avevano lo stesso colore del mare ed erano allegri e indomiti.
A punto si ripetono le operazioni:
POESIA DADAISTA/ 2
Aveva le mani antiche e indomiti ed erano avevano cicatrici era lo stesso di gli occhi profonde tranne mare come in lui profonde rughe erosioni tutto era del avevano il vecchio magro allegri e scarno un deserto colore che vecchio sul viso.
3. Eseguiamo un piccolo aggiustamento eliminando le parti sottolineate e mettiamo le parole in versi, decidendone la lunghezza. In questo caso possiamo conservare il titolo del brano. Vediamo quali parti abbiamo conservato
Aveva le mani antiche ed erano cicatrici profonde come in lui profonde rughe erosioni tutto era vecchio magro e scarno deserto sul viso.
4. Ora trascriviamo il testo poetico in versi:
Il vecchio pescatore
Aveva le mani antiche
ed erano cicatrici profonde
come in lui profonde rughe
erosioni
tutto era vecchio magro
e scarno deserto sul viso.
Possiamo dire che il risultato è davvero ottimo! La descrizione poetica del vecchio pescatore è suggestiva e non ha nulla da invidiare al pur bellissimo brano narrativo di Hemingway. Abbiamo costruito una vera poesia!
Possiamo fare la stessa operazione con i seguenti brani tratta dal romanzo “ Vicolo Cannery” di J. Steinbeck:
Il primo mattino è tempo di magia nel Vicolo Cannery che pende sospeso in una luce argentea. I fanali si spengono, l’erba è verde lucente. Non passano automobili, la strada è silenziosa, si odono l’impeto e il fragore del mare, l’aria è fresca e tranquilla.
Grosso come un mastino il gatto ha dei grandissimi occhi giallo oro con pagliuzze di rame. Il pelo è rosso vivo, maculato d’arancio e tigrato di marrone. La sua coda è un pennacchio fiammeggiante al vento. Il gatto cammina come un principe di Persia, splendente e prezioso…
Il primo mattino è tempo di magia nel Vicolo Cannery che pende sospeso in una luce argentea. I fanali si spengono, l’erba è verde lucente. Non passano automobili, la strada è silenziosa, si odono l’impeto e il fragore del mare, l’aria è fresca e tranquilla.