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Limerick

Limerick di Dicembre 2011

Un pio monsignore di Pontassieve
ogni giorno diceva messa alla Pieve.
Recitava il rosario
leggeva il breviario
e aveva un aspetto serio e greve.

A Brescia un industriale del tondino
voleva darsi arie da sopraffino.
Al ristorante molto raffiné
gli proposero caviale con paté
lui preferì polenta, gorgonzola e cotechino.

Un bandito timido di Belfiore
entrò in una banca del Cadore.
"Scusi per lo spavento
faccio in un momento,
mi darebbe l'incasso per favore?"

Un goloso suonatore di ukulele
aveva un'abitudine crudele:
ogni cibo sdegnava,
solo aragoste pappava
abbandonando gusci vuoti e chele.

Un detenuto abituale di San Vittore
era sempre di eccellente umore.
Agli altri saltò la mosca al naso:
"Ridi, sei scemo per caso?"
"No, esco fra venti anni e sedici ore".

Un artigiano pigro di Silerchio
faceva le pentole senza il coperchio.
Poi smise di lavorare
cominciò a pensare
a come far quadrare il cerchio.

Uno scrittore di fantascienza e Ufo
pensò dopo anni di alieni sono stufo.
Si ritirò in campagna
a coltivar gramigna
e parlare di notte con un gufo.
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
 

Limerick del ritorno a scuola

C'era uno studente tonto di Lavagna
col cervello secco come un castagna.
Beccandosi un quattro
saltava come un matto:
"Un quattro, evviva a, che cuccagna!"

Una maestrina nubile del Sestrière
annoiandosi passava le sue sere.
Per caso incontrò in balera
un vero avanzo di galera.
Innamorata, gli insegnò le buone maniere.

Per uno scolaro svogliato di Limone
lo studio diventava un'ossessione.
"A scuola mi scoccio,
mi cresce al naso il moccio!
E riprese rassegnato la lezione.

Una direttrice didattica di Dello
amava follemente il suo bidello.
"Per te farò pazzie
scriverò poesie!"
Lui, annoiato, guardava il Grande Fratello.

Un professore di matematica padano
parlava quasi sempre un linguaggio strano.
"Formule antiche,
magie azteche?"
"No, dialetto bergamasco di Alzano!"

Una maestra di matematica di Timoline
era molto severa con le sue bambine.
La sera questa mamma
cantava a ninna nanna
l'area delle figure piane e le tabelline.

Un galante maestrino di Bonora
perdeva tempo dietro a una signora.
I suoi alunni, fortunati,
se la ridevano beati.
Con lui la ricreazione durava almeno un'ora!
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Renzo Mosca, ottobre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
 

Limerick illustri

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Albert Einstein era un tipo strano:
a chi gli chiedeva del futuro umano
rispondeva giulivo
“E’ tutto relativo!”
E se ne andava con un calzino in mano.

Giulio Cesare a Bruto stava indigesto
perché mangiava l’abbacchio con il pesto.
“Alle Idi di marzo
gli faccio un bello scherzo!”
Intanto affilava il pugnale di nascosto.

Cristoforo Colombo navigatore genovese
per arrivare alle Indie ci mise qualche mese.
Una volta sbarcato
restò lì spaesato:
“Boh! lo pensavo diverso questo Paese!”

Giacomo Leopardi in quel di Recanati
aveva diversi amori, però mai dichiarati.
Sospiravano le graziose
sorbendosi gazzose:
“Si sa, i poeti son tutti un po’ imbranati!”

Marco Polo mercante veneziano, arrivato nel Katai
visitò paesi,visse amori, avventure e numerosi guai.
Tornato a casa sua
finì in gattabuia.
Dettando “ Il Milione” sospirava:”Non fossi tornato mai!”
 

Limerick

Un motociclista distratto di Mornasco

girava tranquillamente senza casco.

Dopo un incidente

decise, prudente:

“Mai più senza casco, nemmeno se rinasco!”


C’era uno studente tonto di Lavagna

col cervello piccolo come una castagna.

Beccandosi un quattro

saltava come un matto:

“Evviva, un quattro, che cuccagna!”


Un industriale obeso di Brianza

aveva due metri e passa di panza.

La sua bilancia gemeva

ogni qualvolta lo vedeva.

“Non lo reggo più! Ne ho abbastanza!


Renzo Mosca, novembre 2010
© Proprietà letteraria riservata. E’ consentito l’uso didattico