Labile come un pensiero da nulla
la libellula svola, frulla
s'annulla nell'ombra della betulla,
è un lampo d'iride, poi più nulla.
Al pavone pare molto fico
fare la ruota per stupire
quasi quasi non glielo dico
che gli si vede il sedere
Vedi il grosso bull-dog
che ci guarda guardarlo?
Per lui siamo due hot-dog
e lui sta per mangiarli!
Calmo calmo
il camaleonte
si spalma sullo sfondo
delle fronde.
Ti guarda di fronte
ti vede di lato
senza rumore
cambia colore:
dov'è andato?
Stamattina
si stufano
i tafani
se stanno
nella stalla
sprangata
e i buoi
sono scappati.
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Ieri sera
ho visto laggiù
l'omino delle stelle.
Col naso all'insù.
guardava il cielo
per vedere da vicino
che fosse acceso
ogni lumino.
Con un cerino
e una scaletta
andava su e giù
sempre più in fretta
Poi al mattino
ho rivisto l'omino.
Spegneva le stelle
ad una ad una
soffiando leggero
e dopo di quelle
spegneva la luna
come fosse un cero.
Quindi, contento,
andava a dormire
il piccolo custode
del firmamento.
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
C'era una volta
Uno
che non era nessuno
così chi lo incontrava
manco lo salutava
C'era una volta
Due
e si faceva le cose sue
se gli chiedevi: come va?
rispondeva: Bah! Bah!
C'era una volta
Tre
mangiava solo bigné
era una meraviglia
profumava di vaniglia
C'era una volta
Quattro
parlava come un matto
ripeteva tra sé
conciossiacosache
C'era una volta
Cinque
che faceva le lingue
finché di colpo un dì
smise di botto, così
C'era una volta
Sei
che ti contava i nei
se era di buonumore
li ripassava col colore
C'era una volta
Sette
viveva alle strette
tra il letto e il pavimento
ma lui era contento
C'era una volta
Otto
remava sul canotto
un giorno si sgonfiò
a nuoto continuò
C'era una volta
Nove
usciva quando piove
gli pareva bello
stare sotto l'ombrello
C'era una volta
Dieci
amava i vini greci
gli davano il mal di testa
finita la conta, finita la festa
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Erano loro due
l'asinello e il bue
gli unici restati
alla vigilia della festa
e non erano invitati.
Scuotono la testa
il bue e l'asinello
e guardano il bambinello
disteso nella paglia.
E l'asinello raglia,
il bue muggisce
circondati di luce.
Ride Gesù, felice,
e allora si capisce
che qualcosa di bello
è successo davvero.
Il bue e l'asinello
dormono contenti.
Nel cielo la stella
guida i Magi viandanti.
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Gennaio infreddolito
lo sfiori, ti gela il dito
Febbraio troppo sbadato
tre giorni chissà dove ha lasciato
Marzo pioggia, vento e sole
volano petali, gemme e parole
Aprile basta dormire
lascia i libri e scendi in cortile
Maggio magliette leggere
come sono lunghe le sere!
Giugno un amico da salutare
un treno che parte per il mare
Luglio in piscina sotto l'ombrellone
un cono gelato al gusto di limone
Agosto conta le stelle, il naso all'insù
fortuna a chi ne ha viste di più
Settembre andiamo, è tempo di tornare
dal lago, dai monti, dal mare
Ottobre sembrava ieri l'estate
cari amici, cosa mi raccontate?
Novembre sul davanzale solo i passeri lievi
la sera cade presto, i giorni sono brevi
Dicembre ormai quest'anno è vecchio
tanti saluti e buonanotte al secchio
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Filastrocca un po' balorda
se ci sente non è sorda
se cammina non sta ferma
se sta bene non è inferma
filastrocca senza uscita
non è scesa, è salita
è andata non è venuta
non sta in piedi, si è seduta
parla, parla, non è muta
filastrocca che insiste
è allegra, non è triste
se è ultima non è prima
è lontana, non vicina
se è lunga non è corta
filastrocca un po' balorda.
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Rime, rime, rime volanti
rime di stelle filanti
Rime, rime in mongolfiera,
rime, rime in fila, a schiera
Rime, rime nel cielo stellato
rime di lucciole nel prato
Rime, rime in quantità,
rime di gran qualità
Una rima con l'accento
una rima portata dal vento.
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Un pio monsignore di Pontassieve
ogni giorno diceva messa alla Pieve.
Recitava il rosario
leggeva il breviario
e aveva un aspetto serio e greve.
A Brescia un industriale del tondino
voleva darsi arie da sopraffino.
Al ristorante molto raffiné
gli proposero caviale con paté
lui preferì polenta, gorgonzola e cotechino.
Un bandito timido di Belfiore
entrò in una banca del Cadore.
"Scusi per lo spavento
faccio in un momento,
mi darebbe l'incasso per favore?"
Un goloso suonatore di ukulele
aveva un'abitudine crudele:
ogni cibo sdegnava,
solo aragoste pappava
abbandonando gusci vuoti e chele.
Un detenuto abituale di San Vittore
era sempre di eccellente umore.
Agli altri saltò la mosca al naso:
"Ridi, sei scemo per caso?"
"No, esco fra venti anni e sedici ore".
Un artigiano pigro di Silerchio
faceva le pentole senza il coperchio.
Poi smise di lavorare
cominciò a pensare
a come far quadrare il cerchio.
Uno scrittore di fantascienza e Ufo
pensò dopo anni di alieni sono stufo.
Si ritirò in campagna
a coltivar gramigna
e parlare di notte con un gufo.
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
"Dove andate, grandi uccelli ad ali spiegate,
dove andate? Non ci abbandonate!"
"Verso paesi di cieli d'oro e di smeraldo
dove è sempre luce e calore, i frutti maturi
sugli alberi e le notti piene di tepore,
le siepi sono fiorite e musica e colori
e cascate e nuvole rosa verso sera."
"Ma poi tornate quando torna primavera,
non lasciate i nostri cieli vuoti, poi tornate!"
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Ascolta i suoni dell'autunno: il ticchettio
della pioggia sul vetri, nella strada il brusio
del traffico, il fruscio delle foglie calpestate
lo stridere delle rondini che vanno in fila indiana
le serrande dei negozi alzate e abbassate
il clacson dello scuolabus rosso e arancione
la sirena che chiede strada, è già lontana
un treno che fischia a lungo sulla ferrovia
a scuola le chiacchiere delle mamme sul portone
il chiasso dei bambini che fanno ricreazione
la gente che urla in molte lingue nei telefonini
e le macchine, i tram che passano, i motorini,
le voci del mercato, i venditori rauchi ...
Restano soli e silenziosi i giochi nei parchi.
Gli scivoli coperti di leggere goccioline
i castelli, i ponti di corda, le gallerie, le panchine.
Solo qualche merlo, un passero, un pensionato
che legge il giornale e si chiede dove sono finiti
tutti, mamme, ciclisti, badanti slave, bimbi scatenati.
E di colpo si sente un poco solo, abbandonato
come un vecchio volantino del supermercato.
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Renzo Mosca, novembre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Profumo di caffè nelle cucine.
Rumore di piatti e di tazzine.
Traffico e clacson agli incroci.
Rombare di autobus strapieni.
Fischi, sirene, frenate, voci.
Giubbini indossati in tutta fretta.
Voli di piccioni sotto i tetti.
Il fruscio delle biciclette.
Spruzzi che bagnano le aiuole.
Si aprono i cancelli delle scuole.
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Renzo Mosca, ottobre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Settembre. Lo scolaro è di ritorno
sembra passato un giorno
ritrova i compagni di ieri
e ricomincia volentieri.
Ottobre. Sono diventate corte le giornate
Davanti a scuola mamme in SUV blindati
aspettano in doppia fila parlando concitate
al cellulare di moda e divi gossipati.
Novembre. Scrosci d'acqua gelida dai tetti
le strade sono specchi lucidi, perfetti
in trenta nella classe in un caldo tropicale
si sta come oranghi nella foresta pluviale.
A dicembre arriva Natale.
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Renzo Mosca, ottobre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Settembre, l'estate si riposa
la spiaggia è abbandonata
la conchiglia all'orecchio appoggiata
rimanda un eco desolata.
Alla fermata della corriera nere
file di impiegati. Fino sera
telefonare, fare conti, darsi da fare.
In una cartolina il ricordo del mare.
Ghiande ghiande ghiande ghiande ghiande
Mele
mele
mele
pere pere pere pere more more more
prugne bianche prugne rosse prugne nere
castagne susine castagne susine castagne
funghi funghi funghi funghi funghi funghi
fichi cachi fichi cachi fichi cachi fichi
topinambur topinambur topinambur
noci nocciole noci nocciole noci
melograni melograni
olive olive olive
mirtilli mirtilli
nespole
lamponi
uva
uva
uva
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Renzo Mosca, ottobre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Dalle finestre riaperte
entrano voci nella stanza
e profumi che non ricordavi:
è primavera, il cuore danza.
Nei giardini e per strada
i colori sono esplosi,
un fuoco d'artificio che incanta:
è l'estate, il cuore canta.
Il vento che viene da lontano
porta odore di fumo e di foglie
e tra i rami spogli forte respira:
è autunno, il cuore sospira.
La nebbia copre le distanze
come una grigia distesa
impalpabile, sospesa:
è l'inverno, il cuore pesa.
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Renzo Mosca, ottobre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
PDF
Il tapiro che corre sul tapis-roulante
si stanca - tapino!- dopo un istante.
In fondo alla tazzina
una formichina
dopo il caffè
si accende senza fretta
una sigaretta.
Come piace a me.
In mezzo al gregge
quando fa sera
una pecora nera
fa quattro scoregge.
Le pecore bianche
dandosi arie, ma tante!,
la tengono distante.
Abbattuto da un batterio
me ne sto stremato e serio.
La balenottera azzurra
la bestia più grande che ci sia
è la passione che mette le ali
al suo cuore da cinque quintali.
Chi lo sa quali parole sussurra
al suo amore seguendone la scia.
Stelle marine, fiori del firmamento
d'acqua che sta nel profondo blu!
Non sentite nostalgia, per un momento,
del grande cielo stellato di lassù?
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Renzo Mosca, ottobre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
C'era uno studente tonto di Lavagna
col cervello secco come un castagna.
Beccandosi un quattro
saltava come un matto:
"Un quattro, evviva a, che cuccagna!"
Una maestrina nubile del Sestrière
annoiandosi passava le sue sere.
Per caso incontrò in balera
un vero avanzo di galera.
Innamorata, gli insegnò le buone maniere.
Per uno scolaro svogliato di Limone
lo studio diventava un'ossessione.
"A scuola mi scoccio,
mi cresce al naso il moccio!
E riprese rassegnato la lezione.
Una direttrice didattica di Dello
amava follemente il suo bidello.
"Per te farò pazzie
scriverò poesie!"
Lui, annoiato, guardava il Grande Fratello.
Un professore di matematica padano
parlava quasi sempre un linguaggio strano.
"Formule antiche,
magie azteche?"
"No, dialetto bergamasco di Alzano!"
Una maestra di matematica di Timoline
era molto severa con le sue bambine.
La sera questa mamma
cantava a ninna nanna
l'area delle figure piane e le tabelline.
Un galante maestrino di Bonora
perdeva tempo dietro a una signora.
I suoi alunni, fortunati,
se la ridevano beati.
Con lui la ricreazione durava almeno un'ora!
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Renzo Mosca, ottobre 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
La pantegana è un tipo di topo
che se pianta una grana lo scopri dopo.
Muggisce
d'umore cupo
il bue muschiato
e litiga coi buoi.
Rimugina di poi
sul latte versato.
Se svegli un leone che dorme
diventi un boccone, magari enorme.
Lo squalo annoiato
che nuota nell'acquarium
ogni tanto inghiotte
una pastiglia di valium.
Certe formiche, non par vero,
sono rosse, altre sul nero.
Che fa la pantera
nera che passa leggera
nella brughiera
tra l'erica e l'edera
sul far della sera?
La rondine nel turbine
ripara sotto il tetto
con un volo leggero.
Io fuggo la grandine
sotto l'arco d'un portone
ma non fa lo stesso effetto.
Nel mezzo del cammin della sua vita
il verme si era allungato di due dita.
Meglio un giaciglio
di pelo di coniglio
che un pagliericcio
di pelle di riccio.
Osserva come la gru
solleva pesi laggiù.
Guarda la gru
che vola lassù.
Con mani leste il prestigiatore
fa sparire una tortore, a malincuore.
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Renzo Mosca, giugno 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
I libri in disparte
un aereo che parte
a presto ci vediamo
ti scrivo ti chiamo
mi mancherete amici
lucido la bici
ingrasso il motorino
ricarico il telefonino
scrivi una cartolina
certo, dalla piscina,
tuffi dal trampolino
creme abbronzature
scottature sabbiature
gelati granite
bibite ghiacciate
giugno luglio agosto
gente nuova che conosco
autostop caravan
Gardaland Aquafan
hotel camping roulotte
piadine, angurie hot-dog
in discoteca a ballare
l'alba davanti al mare
temporali arcobaleni
stelle cadenti cieli sereni
foto dal cellulare sorrisi
mail sms telefonate
baci addii improvvisi.
Tutti i ricordi dell'estate.
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Renzo Mosca, giugno 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Un freddo cane non è un Fido congelato
il lama con la lama non si è fidanzato.
La mantide religiosa non va in chiesa
il mattone più del matto non pesa.
Il cervo volante non un cervo che vola
uno scolaro asino non è un ciuco nella scuola.
Non si dà delle arie la panna montata
un mucchio di riso non fa una risata.
Non è uno sport saltare il pasto
il dentice in bocca non trova posto.
Non usa il pesce martello il falegname
il pescecane non abbaia per la fame.
La sogliola non si trova dietro l'uscio
la chiocciola, non la lumaca ha il guscio.
Un bimbo povero non è un povero bambino
un armadillo non è un armadio piccolino.
E infine nella vita capire ti conviene
che una persona brava non è sempre un tipo per bene.
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Renzo Mosca, giugno 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
Usa i nomi: persone, animali, cose, modi di dire:
I nomi dei pesci
Pesce luna
Grande sirena
Squalo balena
Pesce accetta
Pesce gatto
Squalo tappeto
Pesce elefante
Calamaro gigante
Pesce volante
Tritone crestato
Luccio argentato
Muggine dorato
Pesce arciere
Murena di mare
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Renzo Mosca, giugno 2011
© Proprietà letteraria riservata. E' consentito l'uso didattico
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