Telefonia mobile
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" Pronto, qui è la segreteria telefonica di Elisabetta Raudies, sono in ufficio alla Trans-Continental and Co. Mi potete trovare questa sera, dopo le venti. Grazie. "
" Ciao, anima mia, come stai? Questa sera, quando tornerai, sentirai la mia voce. Volevo solo dirti che ti amo, ti ho sognato anche questa notte, come tutte le notti del resto. Hai messo gli orecchini d'argento con il simbolo del capricorno che ti ho regalato ieri per il tuo compleanno? Ti ho raccontato, vero, che sono appartenuti ad una mia bisavola, un tipo strambo, morta in odore di stregoneria? Pare abbiano un potere immenso, esuriscono il primo desiderio che formuli. Tu non hai voluto dirmi, ieri, quale fosse quando lo hai espresso, ti sei tenuta il tuo segreto.
Ma io so cosa hai chiesto, il cuore non può sbagliare, vedrai, il nostro amore sarà eterno! Ti abbraccio e ti chiamerò in ufficio. Ti amo, ciao! "
" Pronto, buongiorno, qui è la Trans-Continental and Co. sede centrale di Milano. Chi? La signorina Raudies? E' a rapporto dal suo capufficio. Lasciate un messaggio ."
" Caro amore, vorrei essere un poeta per trovare le parole giuste a farti comprendere la profondità del sentimento che mi lega a te. Posso usare qualche metafora, magari presa in prestito ai poeti che amiamo entrambi? Tu sei la speranza assoluta, senza te sono solo come una pietra, triste come un calzino, sono un'insegna spenta, inutile come una lettera smarrita, come la pioggia dopo il diluvio, i ricordi dopo la morte...."
" Pronto, buongiorno, qui è la Trans-Continental and Co. sede centrale di Milano. Chi? Il direttore di reparto, signora Raudies? E' in riunione, non può essere contattata. Lasciate un messaggio. "
".......voglio cullare ancora il tuo capo sul mio cuore vorticoso, tremare al solo pensiero del tuo amore, con gli occhi più puri voglio affrontare il continenente sconosciuto del tuo corpo di donna, circumnavigare il tuo profilo di dea, trovare riparo nelle insenature dei fianchi, nel fiordo misterioso del pube angelicale, svettare sulle cime gemelle dei tuoi seni......"
" Pronto, buongiorno, qui è la Trans-Continental and Co. sede centrale di Milano. Chi? No, il direttore della sezione import-export, dottoressa Elisabetta Raudies sta presiedendo un briefing con i capi settore vendite. Non vuole essere disturbata. Lasciate un messaggio . "
".....il mio sguardo si smarrisce davanti a te, si piega sotto il mogano delle tue pupille, il ricordo di cento donne evapora e mi lascia il lago calmo della tua presenza amorosa, con te posso parlare di eternità senza sgomento, perchè il tempo ha valore assoluto solo per chi ama senza speranza. Non per noi, Betty, Stella Polare del mio firmamento, fresco lenzuolo sul mio letto, linea dell'amore ininterrotta sul palmo della mia mano....."
" Pronto, buon pomeriggio, qui è la Trans-Continental and Co. sede centrale di Milano. La signora Elisabetta Raudies, presidente coordinatore dei Settori d'Impresa è in viaggio per Parigi, dove presiederà una riunione di tutte le filiali estere. Lasciate un messaggio. "
"......tu la mia compagna di viaggio di cui ascolto il palpito e il respiro vicino, i cui occhi si illuminano nelle gallerie e il sorriso persiste anche quando sei partita. La sorgente dove nasce il fiume inesorabile del mio amore, l'olio della lampada che veglia il mio sonno, la luce che spezza la notte e rivela i miseri inganni di tutte le paure. Tutto questo tu sei per me......"
" Pronto, buona sera, qui è la Trans-Continental and Co. sede centrale di Milano. Chi? L'amministratore generale della Compagnia, Raudies onorevole Elisabetta, è a colloquio con il presidente delle Banche Mondiali Riunite. Poi riceverà le delegazioni nazionali dei Sindacati. Non è perciò possibile conferire direttamente con la signora. Lasciate un messaggio. "
".......la notte si appressa, si avvicina l'ora di tenerti, calda e fremente fra le mie braccia.
sarò il tuo cuore sempre nuovo, sarò la pietra che galleggia, la carezza che ti sfiora, il dubbio che svanisce.
Sarai la lingua che rinasce alle parole, l'orma che ho lasciato sulla riva del mare. Sarai l'orizzonte della mia memoria, il fuoco che attende il viandante infreddolito, il bel tempo che non ha confini.
Saremo la fatica che si scioglie, saremo i ladri delle ore più dolci, la strada che conduce all'uscio di casa.
Saremo gli occhi che non si perdono, la voce che non resta mai sola. Saremo felici!....."
" Pronto, qui è la Trans-Continental and Co. sede centrale di Milano. Chi? Il presidente ed amministratore unico della società, onorevole Elisabetta Raudies? Sta riposando, scenderà fra circa mezz'ora, verso le venti. Può lasciare un messaggio se vuole, lo ascolterà prima di lasciare l'ufficio.
Buona notte: "
La mole del TRANS-CONTINENTAL AND CO. BUILDING incombeva su tutta la città.
Lui attendeva all'entrata, sotto lo sguardo un poco sospettoso degli usceri gallonati. Una Rolls lucida e imponente ronfava, in attesa. Scesero i capi ufficio, i plenipotenziari : berline lussuose li inghiottirono, sgommando verso le ville della Brianza.
Lei non si vedeva. Inquieto riandava col pensiero ai tentativi di parlarle, inutili per tutta la giornata: i telefoni erano in tilt, addirittura l'avevano messo in contatto con la segreteria del Presidente, spacciandola per la sua Betty! Così aveva deciso di venirle incontro per accompagnarla a casa. Era già successo altre volte. I primi tempi lasciava addirittura la macchina lontano due o tre fermate della metropolitana per potere passeggiare mano nella mano con lei, avvolti nel buio sempre misterioso e pieno di echi della periferia.
Non usciva più nessuno. Le luci andavano spegnendosi, l'immenso parallelepipedo d'acciaio e cristallo si andava rischiarando di tenui luci azzurrine.Solo l'ultimo piano, quello della presidenza, era ancora illuminato. Poi si spense.
La Rolls aspettava sempre. Ci fu un tramestìo, guardaspalle muniti di radiotelefono scesero le scale scrutando intorno, fu spintonato via senza tanti complimenti, poi apparve il Presidente: scendeva a fatica i gradini una figura vecchissima, curva, esile, che pareva piegarsi all'alito lieve del vento. Attorno, portaborse, segretarie.
Si appressò alla vettura, l'autista scattò, la portiera si aprì, si richiuse, si avviò il corteo delle macchine che precedevano e seguivano l'ammiraglia.
Rimase solo, con i suoi pensieri che gli giravano nella testa, senza poter assumere una dimensione logica: guardando quella signora incartapecorita, era assolutamente certo d'avere intravisto sul lobo sinistro del suo orecchio il profilo semita di un capricorno d'argento.
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Renzo Mosca, ottobre 2011
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