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Tre donne

Tre donne

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I - La donna pensierosa che attraversa la piazza infilata da un vento che presagisce l'autunno, non sa chi incontrerà di lì a pochi minuti.
O meglio sa che incontrerà alcune persone, ne conosce i nomi, la vita le abitudini, i segreti. Con qualcuno è stata anche in intimità, un paio di loro li ha sicuramente amati. Uno avrebbe potuto essere l'uomo della sua vita. Ma non sa chi verrà all'appuntamento.
La ragazza è di poca memoria. Di qui nasce la sua inquietudine che va trasformandosi, col passare del tempo e l'avvicinarsi dell'ora fissata, in vera e propria angoscia.
Non ricorda infatti a chi ha concesso l'incontro. Uscita di casa convinta di vedersi con una persona certa e definita, strada facendo il dubbio si è insinuato in lei, sorretto da un'amnesia improvvisa e devastante. Chi dovrà vedere?

Giovanni, suo primo amore che le ha telefonato giorni fa per chiederle notizie e sentendo la cui voce lei ha ceduto, come sempre, alla dolcezza dei ricordi lontani?
Marco che non ha mai amato davvero ma che sapeva sempre coinvolgerla profondamente in grazia della seduzione delle parole incantatrici come il suono del flauto per il cobra indiano?
O forse Daniele, brutto ma simpatico? O Filippo, tanto più anziano di lei, dotato del fascino della maturità, coi segni della vita vissuta sul bel volto perennemente abbronzato, fornito della cultura che lei mai avrebbe posseduto?
E se fosse Alberto, con il quale ha trascorso giorni stupendi su una spiaggia solitaria l'estate scorsa?
O era due estati fa?
La donna cerca di dipanare le azioni dei suoi ultimi giorni, le telefonate, la posta, gli incontri, tenta di agganciare la sua presenza in quella piazza assolata e ventosa con un volto, un nome, una frase che possa collocarla nella dimensione di un futuro possibile, reale. Nulla.
Le sue lacrime sono di autentica disperazione: perchè la sua vita è così complicata, piena di persone che vanno e vengono lasciandole vuoti come buchi neri dove gli altri hanno ricordi?
E se davvero avesse dato appuntamento a più di una persona? Come saperlo? E se chi verrà fosse il meno interessante di tutti? A che pro preoccuparsi tanto e soffrire?
E se, al contrario, fosse con uno dei grandi amori della sua vita, non è preparata a questo, cosa succederà?
Vorrebbe sparire, morire, ma ormai è lì, la necessità di sapere chi sarà l'uomo che le verrà incontro sorridente è troppo forte, chiunque sia, costi quel che costi.
Passeggiando su e giù, mentre intorno a lei la vita scorre senza posa, la donna non si rende conto del passare del tempo.
Quando si riscuote è quasi sera. Nessuno è venuto.
Capisce che ancora una volta la sua memoria l'ha tradita. Voleva incontrare qualcuno, è certo. Ma si è scordata di mettersi d'accordo sul come, quando e dove. O forse l'accordo c'era, ma un altro giorno, in un altro luogo ad un'altra ora.
Capisce che ancora una volta la sua memoria l'ha salvata. Nulla è successo, tutto può ancora accadere, ci saranno altri appuntamenti da non mancare stavolta, il futuro non è scritto, aspetta dietro l'angolo.
Con un sollievo che va mutandosi in nervosa ilarità si incammina quasi correndo verso casa.

II - La donna che aspetta seduta ai tavolini di un bar affacciato sulla grande piazza piena di sole e di vento, è combattuta tra i desiderio e il timore che l'appuntamento fissato vada a buon fine.
Il fatto è che la donna è egoista. Non è uno dei suoi difetti. E' il suo unico, grande, assoluto difetto.
Anche e specialmente in amore. Vuole tutto e tutti per sè.
Ella non ha avuto molti uomini nella sua vita. Ma non ha mai saputo rinunciare completamente ad essi una volta che li aveva abbandonati per correre nuove avventure.
Il senso del possesso che in lei si manifesta fortissimo in ogni occasione, verso di loro è sempre stato parossistico, sia quando erano suoi, sia e maggiormente quando non lo erano più.
Una volta impossessatasi delle loro vite, sono state sue, senza rimedio.
Così, dopo averli lasciati - perchè l'amor proprio che fatalmente si accompagna all'egoismo si sublima e si sostanzia nella non accettazione di essere lasciati mai da nessuno - la donna continua ad intrattenere con le persone della sua vita una fitta serie di rapporti.
Telefonate ad ogni ora, lettere, richieste di incontri, appuntamenti per un film, una pièce teatrale, una mostra di pittori fiamminghi.
Il tutto con la massima indifferenza per il fatto che i suoi uomini abbiano intanto potuto rifarsi una vita, mettere su famiglia o trasferirsi in Tasmania, magari proprio per liberarsi di lei, della sua presenza o del suo ricordo ossessivo.
Questo provoca naturalmente non poche situazioni complicate per lei e per gli altri: la gelosia delle mogli e delle fidanzate, il dispetto e a volte il furore dell'ultimo uomo che vive con lei, oscuri sensi di colpa suoi e desiderio di rivincita, se non di vendetta da parte di persone che pure l'hanno amata e di chi a sua volta vive loro accanto.
Un nodo gordiano che nessuno sa sciogliere o tagliare.
In ogni caso oggi lei è seduta al tavolino del bar. Non sapendo rinunciare a nessuno, non volendo farlo, ha preso appuntamento con diverse persone. Fatalmente quasi tutte potevano muoversi proprio in quel pomeriggio all'identica ora.
Avrebbe potuto disdirne qualcuno, prendere dei pretesti, ma lo smisurato orgoglio - che si accompagna all'egoismo e all'amor proprio - le ha fatto balenare agli occhi una situazione che ha sempre sognato senza avere la forza di confessarlo: alcuni uomini convenuti nello stesso posto per lei, che si battono per conquistarla. Nulla di più facile d'altronde, visto che lei ha sempre parlato dell'uno all'altro e viceversa in modo allusivo e provocatorio, alimentando odii profondi e desideri di rivalsa reciproca.
Il premio al migliore. Agli altri nulla. Ci sarà tempo per riconquistarli.
Si inebria talmente al pensiero di questa specie di duello rusticano in suo onore che finisce col perdere la cognizione del tempo,
Quando si riscuote l'ora dell'appuntamento è trascorsa da un pezzo, cala la sera, nessuno è venuto.
Il furore che la coglie nello scoprire che gli uomini che pensava di tenere al guinzaglio non si sono fatti vivi è mitigato solo da un lieve sollievo per quello che avrebbe potuto succedere se davvero si fossero presentati e dal pensiero di quello che succederà ai malcapitati che hanno osato umiliarla in quel modo.
Da domani per loro comincerà l'inferno. Che dico domani, da stasera. Da subito. Sorridendo perfidamente estrae dalla borsetta il telefono cellulare come un killer avvita il silenziatore alla sua rivoltella..

III - La donna, celata sotto gli occhiali da sole e un foulard pure giustificati dalla giornata soleggiata e ventosa di fine settembre, che si intravede appena dietro un cespuglio di lauro ai lati della vasta piazza, aspetta qualcuno. Ma non intende incontrarlo.
Ella è irresoluta. Da tempo immemorabile, posta di fronte alle scelte che ogni vicenda umana impone, si è rifiutata di decidere alcunché.
Così facendo ha evitato sicuramente molti errori e delusioni cocenti e di questo è lieta vedendo persone che ben conosce soffrire per decisioni sbagliate che hanno segnato irrimediabilmente la loro vita.
D'altro canto gli anni passati a sfuggire le proprie responsabilità, a non scegliere le hanno lasciato un'esistenza a metà. Seppur confusamente capisce che le è sempre mancato qualcosa per realizzarsi pienamente. Ma non è detto. Può darsi.
Oggi è nella piazza, anzi leggermente appartata, come sempre. Aspetta una persona alla quale ha dato un appuntamento talmente vago sul luogo e l'ora e così condito di " forse ", " chissà " e di
" vedremo " che nulla sarebbe più normale se non si facesse vivo.
Ma la donna non è per nulla turbata al pensiero di un'occasione mancata. Ancora non ha deciso cosa prova per quell'uomo, se lo ama davvero, se vale la pena di impegnarsi in una storia con lui.
Usa all'indeterminatezza della sua esistenza, a sognare più che vivere, a fantasticare più che agire, in cuor suo teme quell'incontro che potrebbe coinvolgerla oltre le sue consuetudini, costringerla ad un passo per lei troppo concreto, carico di realtà.
Come altre volte, si rifugia in un futuro sperato, lo arricchisce di mille particolari che gli conferiranno veridicità, si convince che l'incontro è avvenuto, tutto è andato secondo i piani, può mettere anche questo non avvenimento tra i non fatti da consegnare ai suoi non ricordi.
Resa più serena dall'irrealtà della creazione mentale di cui si è appena circondata, per molto tempo osserva l'uomo vestito elegantemente, dotato di fascino, con una rivista letteraria in mano, passeggiare senza sosta, guardare l'orologio, sedersi a un tavolino del bar che s'affaccia sulla piazza, leggere il giornale e bere alcuni caffè.
Con evidente sollievo lo vede alzarsi, guardarsi intorno un'ultima volta, controllare ancora l'ora. La sua espressione è stanca più che perplessa o delusa. Eccolo allontanarsi verso il lato opposto a quello dove si trova lei. E' quasi sera. Contrariamente alle sue abitudini decide di seguirlo, più per lo stordimento che il piacere di quell'appuntamento le ha dato che per sapere qualcosa di più di lui che avrebbe potuto essere l'uomo della sua vita. Forse, chissà, chi può dirlo?
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Renzo Mosca, ottobre 2011
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